Shooting a Milano – novembre’17


Finalmente riprendo a scrivere un articolo sul mio “diario fotografico” virtuale. Voglio farlo condividendo con voi una delle mie ultime esperienze fotografiche, la mia trasferta e shooting a Milano.
Sono trascorsi due anni dall’ultima volta che sono stato in quella grande citta, la sua stazione centrale…immensa, maestosa, un mondo nel mondo.
Ovviamente la partenza è stata preceduta da tutta una serie di attività che non possono essere trascurate come la pianificazione degli orari di partenza e relativi costi del treno, la location dove alloggiare, con chi realizzare gli shooting ecc.
Non vi nascondo che non è particolarmente semplice mettere tutto insieme, ma le difficoltà maggiori sono quelle legate alle relazioni con le persone. Infatti, per semplificare le cose ho scelto di contattare amiche, modelle che in qualche modo avevo già conosciuto.
Ma andiamo per gradi.
Location:
La soluzione credo ormai definitiva rimane AirBnB. Si trovano facilmente appartamenti più o meno grandi e in qualsiasi posto voi desideriate e con costi per tutte le tasche.
Più comodo di così!
Ho cercato qualcosa che fosse vicino alla stazione centrale di Milano in modo che non fossi costretto a prendere mezzi pubblici, taxi, bus. Questo avrebbe portato via tempo e denaro. Ho fatto una discreta ricerca sulla base della luminosità del posto (ho sempre bisogno di luce naturale per sentirmi a mio agio), della possibilità e delle opportunità di scatto che poteva darmi (un monolocale permette molta meno scelta di varianti fotografiche che non un appartamento su due piani) e infine l’aspetto estetico, lo stile. Ho trovato un bellissimo appartamento su due piani, con una bellissima scala di design in acciaio e vetro, due enormi vetrate su entrambe i piani, un terrazzo, 3 bagni, insomma…l’imbarazzo della scelta. Bhe si, dovendo fotografare tre, probabilmente quattro, modelle in poco più di un giorno e mezzo, non potevo fotografarle tutte nello stesso modo, vi pare?

Sono arrivato il sabato nel primo pomeriggio, diluviava, ero a dir poco demotivato. Ma non potevo permettermelo, dovevo fotografare la prima modella ( Medea ) da lì a poche ore. Le foto che avrei voluto realizzare sfruttando l’enorme finestrone erano ormai sciolte come neve al sole…o forse dovrei dire come neve sotto un acquazzone…

Ma la modella stava per arrivare e non potevo appesantire lei con la mia delusione. Questa volta, come sto cercando di fare ultimamente, non avevo pensato a nulla, se non a delle vaghe idee, nulla di preciso, nulla di organizzato. Avevo dato carta bianca alla ragazza e avevo fatto scegliere a lei cosa fare e come fare. E quando la luce non c’è…allora usiamo il buio e così sono andato sul “classico” una piccolissima lampada da comodino e via; più che sufficiente.

Con l’arrivo della serata è arrivata anche la stanchezza: ero sveglio dalle cinque del mattino ed inizio ad avere una certa età…

Ho  trovato un posto delizioso a pochi passi dove si mangiava della carne buonissima dove io e la modella abbiamo mangiato e abbiamoa vuto modo di conoscere meglio le nostre storie. Un elemento che si sottovaluta troppo e troppo spesso.

La mattina seguente, dopo aver dormito con enorme fatica a causa del riscaldamento dell’appartamento che si attestava sui 28-29°C….ed io che mi alzavo in continuazione cercando di regolare la temperatura aprendo e chiudendo le finestre…ho cercato di riprendermi nel miglior modo possibile e dopo essermi vestito sono uscito a respirare un pò di aria fresca e, percorrendo la mitica via Cristoforo Gluck sono giunto in un bar…il Bar Gluck appunto (viva la fantasia…) dove ho fatto colazione con cornetto vegano semplice e cappuccino con latte di soia.

Ormai era troppo tardi per andare a trovare qualche amico in giro per milano. Avevo un appuntamento con due amici carissimi, Lorenzo e Hedy. E’ stato bellissimo rivederli e ciò non avveniva da quando nel 2013, il 5 luglio per l’esattezza, quando ci fù la presentazione dle mio primo libro fotografico, Se(x)lf Portrait,  realizzato grazie alla guida di Lorenzo e alla bellezza di Hedy che era ritratta in quelle foto.

Mangiammo pesce insieme, dell’ottimo pesce, sempre in via Gluck e dopo aver salutato Lorenzo, io e Hedy ci recammo presso l’appartamento per il nostro shooting. Finalmente c’era il sole e avevo calcolato che avremmo avuto tutta quella bella luce naturale fino ad almeno le quattro e mezza del pomeriggio e così è stato. Non ho scattato molto, abbiamo principalmente parlato. Era da tanto tempo che non ci vedavamo e quella non poteva essere un’occasione esclusivamente per fare due foto, anzi. Stesso approccio l’ho adottato anche nello shooting del giorno prima con Medea.

Abbiamo sfruttato altri angoli della location e fotografare Hedy  sempre un piacere.

Terminato di scattare con lei è stata la volta di Arianna. Arianna l’ho conosciuta nel marzo del 2015. Lei era in zona roma e venne da me per uno shooting ma, per tutta una serie di “imprevisti” riuscimmo a scattare per poco più di venti minuti. Sufficienti affinchè dessero ad entrambe delle immagini che tutt’ora ci piacciono, sia a me e sia a lei. Tanto che restammo un pò con l’amaro in bocca e ci fissammo l’obiettivo di rivederci per fare altre belle foto ma con più calma. E così è stato. Arianna è una ragazza giovane e dolcissima, quindi con lei è ancora più facile capire che tipo di foto realizzare. Ormai fuori era buio e noi abbiamo smesso di fotografare, io ero stanco e lei anche quindi la qualità del lavoro sarebbe potuta solo che peggiorare. Ma a quel punto eravamo entrambe molto contenti del risultato per la seconda volta. Io felicissimo.

Decisi di accompagnarla alla fermata del bus, dato l’orario e la zona in cui ci trovavamo… Al ritorno mi fermai in pizzeria a prendere una pizza pugliese (chi l’avrebbe mai detto…) e tornare di corsa a casa, mangiarla con calma bevendo una birra e andando a letto; il giorno dopo si ritornava a casa, dalla mia famiglia.

Nel momento in cui ero da solo in quell’appartamento e la temperatura ricominciava a salire alle stelle, io iniziavo a “giocare” con le finestre regolando l’apertura affinchè si araggiungesse una temperatura decente. Allo stesso tempo tiravo le somme di quei rapidi giorni trascorsi a Milano.

Riguardavo le foto dei tre shooting e vedevo in modo chiaro che ero riuscito a mettere in atto ciò che da qualche tempo mi sono imposto di fare, cioè cercare e sottolineare l’individualità delle persone che fotograferò. La loro unicità. Poche foto ma tante parole. Si, ho trascorso molto più tempo a parlare con loro che non a fotografarle, giardandole attraverso un vetro, uno strumento che comunque fa da filtro.

In questo modo ho conosciuto meglio le loro storie, le loro vite passate e presenti, le loro difficoltà, le loro gioie, la loro forza, il loro orgoglio e le loro speranze, la vita di tutti i giorni e i lati positivi e non delle loro scelte. In poche parole ho conosciuto i miei soggetti. E scopire che le persone spesso non sono per nulla simili a quell’idea che tu ti sei posta da anni e sulla quale avresti giurato…bhè è mai stato di così felice di rendermi conto di aver sbagliato.

Se posso dare un consiglio a chiunque stia pensando di fare fotografia ritraendo le persone, che siano neonati, anziani, modelle, chiunque…cercate prima di tutto di capire le persone, di conoscerle per come sono soprattutto lontani dagli obiettivi fotografici. Se si riesce ad entrare nelle loro teste…avrete tutte le porte aperte e i vostri ritratti avranno un valore aggiunto di cui sarete sempre orgogliosi, credetemi.

Il rientro è stato altrettanto sapido, il viaggio è andato bene, nessun ritardo. Tanti pensieri nel cuore e nella mente, un bilancio positivo per certi aspetti e negativo per altri ma non è detto che le note dolenti rovinino le cose, spesso le arricchiscono, le rendono meno scontate, più vere perchè nella realtà non esiste solo il bianco o solo il nero, come non esiste solo il bene…

Ancora non posso mostrarvi le immagini realizzate insieme a Medea, Hedy e Arianna ma presto aggiornerò il portfolio.

Grazie Lorenzo, Medea, Hedy, Arianna, Milano…


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