Prime foto, nuovo inizio.


L’inizio del nuovo anno con un nuovo approccio verso il ritratto.

Era davvero da molto che non scrivevo sul mio blog, davvero tanto.

I motivi di questa lunga pausa sono tanti e altrettanti sono quelli per i quali ho deciso di riprendere a scrivere.

Nel tempo le cose cambiano ma non cambia il motivo che mi porta a scrivere oggi quelle che sono le mie esperienze fotografiche. Non vogliono essere una descrizione tecnica di come ho realizzato una foto e non vogliono, tantomeno, essere una spiegazione delle scelte tecniche che mi hanno portato a fare una foto in un certo modo piuttosto che in un altro. La lente usata, la modalità di scatto, la lettura esposimetrica…ecc ecc ecc… Tutto questo lo lascio fare a chi ne sa più di me.

Ciò che voglio è condividere tutto il resto che c’è intorno alla realizzazione di una foto, di un ritratto, di un lavoro su commissione; insomma…quella che amo chiamare “la chimica”.
L’ultima volta che ho preso in mano la macchina fotografica ero a milano, fine novembre scorso, gran bella esperienza fotografica, l’inizio del nuovo inizio in realtà.
Nuovo inizio del 2018. Riprendo la mia macchina fotografica due domeniche fa. Da qualche giorno parlavo con Diana, una amica, della possibilità di fare qualche ritratto in esterna. Le temperature e l’umidità non ci permetteva di organizzare il tutto facilmente ma, una domenica, con un timidissimo sole e tanta buona volontà di stare all’aperto, in mezzo alla natura che più semplice  di così non vi è nulla al mondo.

Passo a prenderla e ci dirigiamo verso le montagne della tuscia. Freddo, tanto freddo.
Ma c’è tanta voglia di tornare a casa con dei bei ritratti quelli che seppur non perfetti risultano più veri.

Arrivato sul posto faccio una rapida escursione. La terra era umida, le foglie bagnate, gli alberi verdi e l’aria fredda che entrava nei polmoni e usciva lasciando una lunga scia di vapore che alla luce del sole ci rendeva simili a dei fumatori incalliti che fumano la loro ultima sigaretta prima di mettersi al lavoro.
Il sole sta per nascondersi dietro una collina e quindi bisogna fare in fretta se lo si vuole sfruttare. Chiedo a Diana di essere più naturale possibile, di essere semplicemente se stessa perchè nelle foto, entrambe, vorremmo Diana.

Nonostante il freddo Diana inizia a seguire i miei suggerimenti in modo scrupoloso e non è difficile coglierla in modo naturale, forse il fatto stesso che posare non fosse il suo lavoro, la aiutava a restare più naturale, anche se, di fronte ad una macchina fotografica…restare naturali è un parolone.
Il tempo di fare i primi scatti e il sole ci aveva già abbandonati.



Mai perdersi d’animo, anzi, un motivo in più per restare concentrati e cercare i ritratti che volevamo.
Scendiamo giù per un dirupo fino a raggiungere le rive del lago di Vico. Sempre più freddo mano a mano che passava il tempo dall’ultima volta che avevamo visto il sole. Ma Diana non mollava, anzi, ad ogni mia richiesta “vuoi fermarti? torniamo indietro?” lei “no, dai, ce la faccio” e metre lo diceva…tremava come una foglia ma il desiderio di avere quelle foto era più forte del freddo.
Era da tanto che cercavamo di vederci per quelle foto e ora eravamo in un costesto molto bello e che ci avrebbe aiutato ad avere quelle foto; non si torna indietro.
Facciamo solo un cambio di abito giusto per non avere tutte le foto uguali e poi si ritorna su, in macchina per tornare verso casa ma, strada facendo, vediamo che il sole comunque ci sarebbe stato ancora per qualche minuto.

Non potevamo arrenderci e così abbiamo cercato un posto dove ci fosse ancora qualche striscia di luce color miele e abbiamo parcheggiato. Scesi in mezzo al fango e a ciò che restava dell’ultima nevicata, ci siamo inoltrati tra gli alberi dove arrivavano le ultime “schegge” di sole.
Pochi altri scatti e sempre più freddo…

Avevamo le nostre foto, avevamo freddo e avevamo la soddisfazione dentro.
Si torna a casa.
E il primo shooting dell’anno è stato fatto, bene.


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